Sting difende l’hacker del Pentagono. E gli Usa lo attaccano

Sting difende l’hacker del Pentagono
Photo Credit: Fclikr CC: isuperwang

Sting, la pop star internazionale, è l’ultimo tra le celebrità britanniche ad appoggiare l’esponente del Movimento per la verità sull’11 settembre Gary McKinnon, l’hacker che ha violato il sito del Pentagono. Il cittadino del Regno Unito sta ancora lottando con le unghie e con i denti per difendersi dalle accuse di pirateria informatica mossegli dagli Stati Uniti.

“È un’offesa ai diritti umani che Gary McKinnon si trovi coinvolto in questa situazione terribile”, ha detto l’ex cantante dei Police al Mail on Sunday.

“La reazione degli Stati Uniti nei confronti della natura del reato di Gary è estremamente sproporzionata”, afferma Sting, riferendosi a quelle che considera accuse sproporzionate di pirateria informatica, di cui il 42enne è imputato. Quando invece la sua colpa sarebbe solo aver ficcato il naso in alcuni computer.
L’accusa sostiene che McKinnon si sia infiltrato in più di 90 sistemi non classificati del Pentagono nel 2001 e nel 2002, causandone probabilmente il blocco. L’imputato si è difeso dicendo che era alla ricerca di una prova di occultamento di un UFO, ma in un computer militare nel 2002 ha lasciato questo messaggio: “In questi giorni, la politica estera degli Stati Uniti è equivalente a terrorismo con supporto governativo… L’enorme vuoto di sicurezza dello scorso 11 settembre non è un errore… Io sono SOLO. Continuerò a creare scompiglio ad altissimi livelli”.

Grazie all’aiuto della polizia britannica, “Solo” è stato scovato facilmente e ora è accusato di danni ai sistemi informatici protetti, in violazione del Computer Fraud and Abuse Act.

Threat Level sa meglio di chiunque altro che chi commette pirateria informatica negli Stati Uniti si trova a dover affrontare sentenze che gli rovinano la vita e che comportano decenni di galera. A McKinnon però non è successo. Ha già avuto uno sconto della pena di 18 mesi per patteggiamento e ora rischia da sei mesi a sei anni e mezzo di custodia, sotto condizioni processuali federali, a seconda della quantità del danno che ha provocato. Lui afferma di non averne causato affatto, e se stesse dicendo la verità potrebbe essere estradato il 4 marzo e tornare a casa entro Natale.

Nel Regno Unito, invece, McKinnon ha ricevuto un enorme supporto durante la battaglia durata un anno per evitare l’estradizione. Diversi legislatori autorevoli si sono messi dalla sua parte dopo che il suo legale ha annunciato lo scorso agosto che a McKinnon è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger. Non si capisce tuttavia se tra loro ci sia qualcuno che abbia una vaga idea di quello che dice, dal momento che più volte li si è sentiti farfugliare di “rischi di condanna” a 70 anni di carcere o di “accuse di terrorismo”.

E addirittura Sting è preoccupato che l’hacker possa togliersi la vita piuttosto che andare in galera “con l’accusa di essere un terrorista”. E protesta: “Il Governo britannico è pronto ad estradare questo soggetto vulnerale senza verificare delle prove”.

È l’ultimo passaggio dell’affermazione che è particolarmente sbalorditiva, visto che McKinnon ha consegnato al Governo britannico una confessione firmata a gennaio. La sua speranza era di essere processato in terra inglese, sfuggendo all’America. Ma i procuratori hanno recentemente respinto questa richiesta e il suo caso è ora sotto esame giudiziario per stabilire se la sua presunta Sindrome di Asperger gli eviterà di essere processato negli Stati Uniti.

Per difendere a spada tratta il suo connazionale, Sting ha addirittura detto al Mail che McKinnon rischia l’estradizione secondo un trattato unilaterale firmato solo dal Regno Unito e non dagli Stati Uniti. E ha ancora torto. Ma chi l’avrebbe detto che una pop star potesse essere così ignorante di trattati legislativi internazionali?

Di Kevin Poulsen |04 marzo 2009

Donna italiana esplora la prostituzione su Second Life.

Photo Credit: Courtesy Palela Alderson

Photo Credit: Courtesy Palela Alderson

Dite quello che volete riguardo alle potenzialità strategiche di Second Life, ma nessuno può negare che sia un affascinante esperimento sociologico. Lo testimonia l’intervista su Green Pixel a “Palela Alderson”, una donna italiana che esplora le sue fantasie sulla prostituzione attraverso il mondo di Linden Labs – e nel mentre riesce a intascare anche un po’ di contanti.

La ventisettenne, durante il giorno, è una professionista nell’ambito della comunicazione, ma durante la notte, come una sorta di supereroina freudiana, indossa il suo personaggio virtuale e vende finto sesso per circa 2000-3000 Linden Dollars a botta (l’equivalente di 9-13 USD).

La motivazione, sostiene Alderson, è il fascino che ha sempre esercitato su di leila prostituzione – quella reale.

“Qui in Italia abbiamo la prostituzione in strada, ed io ho sempre voluto essere una di loro”, racconta la donna a Green Pixel. “Quando ero un’adolescente, guardavo queste donne sexy camminare per le strade, in attesa che le auto si fermassero, facendo eccitare i giovanotti, e poi balzare a bordo e uscirne poco dopo. Non so perché lo trovo tanto eccitante”.

Le fantasie diAlderson in passato hanno portato a tentativi reali nel campo della professione più antica del mondo ma, a suo dire, quella strada era un vicolo cieco.

“Alla fine, ho rifiutato tutti gli appuntamenti che avevo organizzato”, ha affermato la donna. “Non è che non volessi farlo, anzi. È che avevo paura di essere scoperta dalla mia famiglia. Non avrebbero mai accettato, e non volevo far loro del male o farli vergognare di me“.

Ma dopo aver realizzato il potenziale della vita virtuale su Second Life, Alderson si è rivolta al programma di Linden Labs per esplorare la sua passione segreta. “Mi sono immediatamente impostata come un’accompagnatrice virtuale. C’è voluto un po’ di tempo per imparare, ma nel giro di pochi giorni ho avuto il mio primo cliente”.

È molto intrigante vedere come Alderson non senta alcuna scissione tra il suo personaggio virtuale e se stessa, a differenza di molte persone che nel mondo virtuale interpretano una personalità archetipica.

“In Second Life assomiglio a me stessa nella realtà, eccetto che non vado in giro con extension rosse nei capelli ogni giorno”, dice Alderson. “Cerco di ridurre al minimo le differenze tra la vita reale e Second Life – il mio avatar assomiglia a me, perché sono io che faccio queste cose, non un personaggio o un’attrice”.

Di Earnest Cavalli - 18 febbraio 2009

Nel blu dipinto di tecnologia: con Venus si entra nelle acque

Photo Credit: Copyright Venus Project

Un tuffo nelle profondità degli abissi, per avventurarsi tra i misteri di antichi relitti, affondati, con i loro carichi e reperti preziosi. Non sai nuotare? Hai paura dell’acqua? Non importa, non c’è niente (o quasi) che oggi non possa essere affrontato con la tecnologia. Niente bombole, pinne ed occhiali, può bastare un software.

Sarà pronto a giugno, proprio la stagione giusta per un “tutti al mare, tutti al mare”…
Ma tuffandoci con computer e joystick l’avventura potrebbe essere davvero unica, potremo improvvisarci sub provetti e fare scoperte archeologiche a profondità normalmente raggiungibili solo con robot sottomarini.

Li hanno usati per noi un gruppo di ricercatori italiani, francesi e britannici che stanno collaborando a questo progetto, unico nel suo genere, denominato Venus (Virtual Exploration of Underwater Sites) e finanziato dall’Unione europea. Il progetto varato nel 2006 sta arrivando alle sue fasi conclusive in cui i dati raccolti ed elaborati da vari centri europei sono tradotti in un simulatore in 3D che ci farà nuotare nella realtà virtuale di siti archeologici sotto il mare. Per noi ci sono ad esempio la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e ISME-UNIGE, un gruppo che riunisce ricercatori delle Università di Ancona, Genova, Lecce, Pisa, Verona e Trieste, che elaborano strumenti automatizzati di studio e riproduzione acustica e visiva degli ambienti marini.

Con un click ed un computer dotato di scheda grafica avanzata, il tuffo potremo farlo dal sito di www.venus-project.eu. “Il software offrirà un’esperienza virtuale nei fondali marini, con il joy stick ci potremo sollevare dalla barca e tuffarci nei fondali – spiega Paul M. Chapman, Direttore del Hull Immersive Visualization Environment, che sta sviluppando il software – il pubblico avrà il totale controllo di un sottomarino virtuale e potrà esplorare il sito archeologico, che abbiamo ricostruito in modo fedele grazie ad un sonar e alla rielaborazione in 3D di migliaia di fotografie”.

Il primo ad essere ricostruito è stato il sito archeologico di Pianosa, scoperto nel 1989 ed esplorato dal nucleo operativo Subaqueo (MIBAC-SBAT) nei pressi dello “Scoglio della Scola”. A 35 m di profondità si trovano oltre un centinaio di anfore di diverse origini ed epoche, risalenti anche al 200 AC. Con queste anfore si trasportavano olio e vino sul Mediterraneo, ma il vascello originale sul quale erano caricate esiste solo nella simulazione in 3D che si è potuta fare.

Il team di Venus ha completato lo studio di un sito archeologico a Barco da Telha a Sesimbra in Portogallo, ad una profondità di 55 m. Al momento sta terminando lo studio di un relitto romano, risalente a 2000 anni fa, che giace alla profondità di 105 m davanti alle coste di Calanques tra Marsiglia e Cassis.
I dati raccolti ed elaborati sui siti italiano, francese e portoghese saranno importanti sul VENUS-PD (Virtual Reality Public Demonstrator) e consentiranno al pubblico di esplorare tutte e tre le copie digitali di questi affascinanti siti sommersi.

“Abbiamo fatto oltre 400 foto, che ci consentiranno di riprodurre la realtà virtuale dell’intero sito archeologico – dice Pierre Drap, ricercatore del CNRS (French National Council for Scientific Research) che sta lavorando sul sito marsigliese – in questo modo si potrà visualizzare sugli schermi un ambiente marino molto profondo che normalmente è buio e torpido”.

“È un’opportunità straordinaria per gli archeologi perché fattori come buio, basse temperature e bassi livelli di ossigeno aiutano a preservare relitti e reperti marini” conclude Paul Chapman che sta elaborando un archivio digitale con i dati raccolti, perché il patrimonio sommerso sia preservato per sempre a vantaggio del pubblico e dei ricercatori.

Di Giorgia Scaturro – 24 febbraio 2009

Link: Progetto Venus

da: www.wired.it

Distruzione nucleare virtuale su GoogleMap

Photo Credit: Flickr CC: Shirley Two Feathers

Photo Credit: Flickr CC: Shirley Two Feathers

Gli sviluppatori australiani del Carlos Labs hanno creato un’applicazione nichilistica, chiamata “Ground Zero”, che rivela gli effetti di una bomba nucleare su qualsiasi città del globo utilizzando la Google Map. Come carnefici immaginari si può selezionare una città, magari la propria, scegliere quale bomba sganciare tra quelle tristemente famose come la Fat Man, la Little Boy, la Tsar Bomba, o addirittura un asteroide e schiacciare il bottone per la distruzione virtuale. L’entità del danno termico viene poi raffigurato con una serie di cerchi concentrici che partono dal centro della deflagrazione e hanno colori diversi a seconda dell’intensità dei danni procurati. All’interno del primo cerchio, viola scuro, dove è avvenuta l’esplosione, le persone sono destinate a morire nel giro di 24 ore; il secondo cerchio, di un viola più chiaro, dà come danno ustioni di terzo grado; il cerchio rosa ustioni di secondo e quello più esterno, giallo, indica scottature di primo grado. Le ricerche del Carlos Labs sui tipi di bomba e gli effetti causati sono stati fatti documentandosi attraverso i siti della Federation of American Scientist e Wikipedia. Ogni bomba da scegliere mostra una piccola descrizione ogni volta che viene selezionata. Little Boy, ad esempio, è la bomba all’uranio sganciata su Hiroshima nella seconda guerra mondiale, mentre Fat Boy è quella al Plutonio che colpì Nagasaki. L’entità dei danni cambia a seconda del tipo di bomba scelta, anche se in realtà i cerchi dovrebbero cambiare dimensione tenendo conto anche di una serie di altri fattori come il tipo di terreno, l’esistenza o meno di montagne, e l’altezza dell’esplosione. Tutti elementi questi ultimi che influenzano l’estensione del danno termico, ma che questa applicazione non prende in considerazione. Rimane comunque un esempio abbastanza ‘forte’ e verace dell’effetto che possono avere questo tipo di ordigni. L’applicazione è stata infatti progettata con l’idea di essere un mezzo comprensibile per tutti, bambini in età scolare compresi, sugli effetti di una esplosione nucleare. A questo proposito, sembra che nelle intenzioni future dei creatori di questa Google Map ‘nucleare’ ci sia quella di aggiornarla con tutte le bombe, comprese le più recenti.

Di Irene Giorgi |27 febbraio 2009

da: www.wired.it

Britney Spears – Piece Of Me (Tiësto remix) [video]

Justin Timberlake – Lovestoned (Tiësto Remix) [Ewien video]☆

You can download this song and video from: http://www.ewien-video.com
http://www.myspace.com/ewienvideo
[This video is made by Ewien]

[ Winner @ the Weshow awards US ]

[Ewien Video]….
Justin Timberlake – LoveStoned I Think She Knows Tiësto remix (ewien)video.

Used videos:
Tiësto; live at the bridge.
Justin Timberlake; LoveStoned. [© 2007 Zomba Recording, LLC]

Used Song:
Tiësto club life 15, Justin Timberlake – LoveStoned (Tiësto remix)

Also on [ www.ewien-video.com ] Britney Spears – Piece Of Me (Tiësto remix) and many more videos!!!

Demetrio Stratos

Efstratios Demetriou (più conosciuto come Demetrio Stratos) (Alessandria d’Egitto, 22 aprile 1945 – New York, 13 giugno 1979) è stato un cantante e polistrumentista e ricercatore musicale italiano.

Biografia

Stratos nacque ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origine greca.[1] Tredici anni di vita li passò nella multietnica Alessandria d’Egitto studiando pianoforte e fisarmonica al prestigioso Conservatoire National d’Athènes (Conservatorio). Essendo di famiglia ortodossa, fin da piccolo assistette alla musica religiosa bizantina, oltre che alla musica araba tradizionale. Più tardi riconobbe che la nascita ad Alessandria lo faceva sentire come un facchino in un albergo internazionale, in grado di vivere l’esperienza dei viaggiatori e di assistere al traffico di culture in quel Mediterraneo ricco di diverse etnie e di intense pratiche musicali. A causa della rivoluzione di Nasser in Egitto, nel 1957 la famiglia lo mandò a studiare a Cipro, nel Catholic College of the Holy Land (Collegio Cattolico di Terra Santa) di Nicosia, dove lo raggiunse due anni dopo.

Nel 1962 si trasferì a Milano dove si iscrisse alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Fu in questa città che, dopo aver formato un gruppo musicale studentesco di soul, blues e rhythm and blues già nel 1963 e aver fatto esperienza in diversi studi di registrazione, nel 1966, si unì come voce solista e pianista al gruppo beat de I Ribelli con i quali registrerà svariati 45 giri di successo, come Pugni chiusi, Chi mi aiuterà e Oh Darling!, ed un LP, e con i quali resterà fino al 1970.

Dopo quest’esperienza pubblica nel 1971 un 45 giri per la Numero Uno di Lucio Battisti, e fonda nel 1972 il gruppo degli Area che si affermerà in Italia e all’estero sulla scia della fusion e del prog.

A lato della discografia ufficiale degli Area, per cui Stratos è ricordato, non bisogna dimenticare la discografia solista, perlopiù centrata su sperimentazioni e ricerche vocali. Il suo studio della voce come strumento lo portò a raggiungere risultati al limite delle capacità umane: nella sua massima esibizione raggiunse i 7000 Hz (un tenore “normale” può arrivare mediamente a 523 Hz, mentre un soprano – quindi una donna – può raggiungere i 1046 Hz) ed era in grado di padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce). Compì ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il CNR di Padova e studiò le modalità canore dei popoli asiatici.

Grazie ai suoi già notevoli requisiti, alle tecniche acquisite ed agli studi del Cnr riuscì a raggiungere risultati ancora ineguagliati. Nel 1974 prese parte a tournée e festival in Francia, Portogallo, Svizzera e Cuba; a Cuba ricevette l’invito dal Ministero della Cultura ad incontrarsi con la Delegazione di musicisti della Mongolia per partecipare a un dibattito sulla vocalità dell’Estremo oriente; Stratos si era infatti progressivamente inoltrato nel misterioso mondo dei suoni riprendendo ed ampliando un vasto discorso sul significato della voce nelle civiltà orientali e medio-orientali.

Nel 1978 lasciò gli Area per dedicarsi esclusivamente alla ricerca vocale. In quest’anno accrebbe la sua fama internazionale partecipando, su invito di John Cage, a concerti tenuti al Roundabout Theatre di New York; è proprio di questo periodo “Event” con Merce Cunningham e la Dance Company, eseguito con la direzione artistica di Jasper Johns, quella musicale di Cage e la collaborazione di Andy Warhol per i costumi.

Morì prematuramente al Memorial Hospital di New York all’età di 34 anni colpito da una gravissima forma di anemia aplastica (diretta causa della morte fu un collasso cardiocircolatorio) il 13 giugno 1979, il giorno precedente al grande concerto di Milano che era stato promosso per raccogliere fondi da utilizzare nella costosa degenza.

La sua morte sconvolse tutto il mondo dello spettacolo e non solo i musicisti sperimentali, che vedevano nell’artista il loro esponente di spicco, tanto da rimbalzare in vari programmi mediatici solitamente non avvezzi alla musica alternativa.

La sua salma è conservata nel cimitero del piccolo borgo di Scipione Castello, frazione di Salsomaggiore Terme (PR), che dal 2000 organizza tutti gli anni un week end di concerti dedicati all’artista.

A Demetrio Stratos è intitolato l’auditorium degli studi di Radio Popolare, a Milano.

Dal 1996 si tiene ad Alberone di Cento (FE) una Rassegna di Musica Diversa [9] in omaggio a Demetrio Stratos alla quale partecipano numerose band underground italiane.Il primo concorso nazionale “Omaggio a Demtrio Stratos”, ideato e diretto artisticamente dal compositore Aldo Passarini, risale al 1995 su iniziativa del Comune di Tolentino(MC):i brani dovevano essere inediti e veniva assegnato il premio “Gianni Sassi” al miglior testo dei brani in concorso.

Nel 2005 e nel 2007 si è tenuto a Milano il “Premio internazionale Demetrio Stratos” per la ricerca vocale e la sperimentazione musicale, promosso, tra gli altri, da Daniela Ronconi Demetriou (moglie di Stratos) e Patrizio Fariselli (pianista degli Area). Il premio per il miglior progetto emergente è andato a Romina Daniele. Rinoscimenti alla carriera sono andati alle grandi artiste americane Diamanda Galàs e Meredith Monk.

Discografia

Demetrio Stratos ha pubblicato numerosi album registrati in studio oltre a numerosi singoli, e ha collaborato anche ad album di altri artisti.

Albums

Anno Album Informazioni
1969 I Ribelli Album by I Ribelli.
1974 Nova Musicha N. 1 Album by John Cage. Demetrio Stratos features on track B3. “Demetrio Stratos – Sitxy–Two Mesostics Re Merce Cunningham (Frammenti)” – 9:00.Originally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, CRSLP 6101; re–released in 2007 in CD Sized Album Replica, Gatefold, Limited Edition format and published in Japan by Strange Days, POCE–1205.
1976 Metrodora Originally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, CRSLP 6205; re-released in 2007 in CD Sized Album Replica, Limited Edition format and published in Japan by Strange Days, POCE-1197.Track listing

Side one

  1. “Segmenti Uno” – 3:36
  2. “Segmenti Due” – 4:04
  3. “Segmenti Tre” – 4:01
  4. “Segmenti Quattro” – 4:31

Side two

  1. “Mirologhi 1 (Lamento d’Epiro)” – 4:23
  2. “Metrodora” – 8:55
  3. “Mirologhi 2 (Lamento d’Epiro)” – 4:10
1976 Cantata Rossa per Taal al Zaatar Album by Gaetano Liguori, Giulio Stocchi and Demetrio Stratos, featuring Concetta Busacca, Pasquale Liguori and Roberto Del Piano. Originally released in vinyl LP format.
1978 Futura: Poesia Sonora Antologia storico critica della poesia sonora (“Critical-historical anthology of sound poetry”). Sound poems, many of them performed by their authors. Edited by Arrigo Lora-Totino; introduction by Renato Barilli. Demetrio Stratos features on disc 7, track A2. “O Tzitziras o Mitziras” – 4:01Originally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, 5204-001; re–released in 1989 in CD format and published in Italy by Cramps, CRSCD 091-095.
1978 Cantare la voce Originally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, 520.6119.Track listing

Side one

  1. “Investigazioni (Diplofonie e Triplofonie)” – 14:41
  2. “Passaggi 1,2″ – 5:16

Side two

  1. “Criptomelodie Infantili” – 6:23
  2. “Flautofonie ed Altro” – 6:17
  3. “Le Sirene” – 6:19
1978 Mauro Pagani Ascolto.

  • “L’albero di canto”
  • “L’albero di canto II”
1979 Le Milleuna Text written by Nanni Balestrini. Originally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, 7243 8 57442 2 8; re-released in 1990 in CD format and published in Italy by Cramps, CRSCD 034; re-released in 2007 in CD Sized Album Replica, Limited Edition format and published in Japan by Strange Days, POCE-1170.Track listing

  1. “Le Milleuna” – 63:13
1979 Carnascialia Polygram.

  • “Fiocchi di neve e bruscolini”
  • “Kaitain (22 ottobre 1962)”

Compilations and lives

Year Album Additional information
1979 Rock’n roll exhibition Live in 1978 with Paolo Tofani, Mauro Pagani, Walter Calloni, Stefano Cerri and Paolo Donnarumma. Cramps.Track listing

Side one

  1. “Mean Woman Blues” – 4:27
  2. “Hound Dog” – 3:55
  3. “Blueberry Hill / I Can’t Stop Loving You” – 4:50
  4. “Long Tall Sally” – 3:35

Side two

  1. “Boom Boom” – 10:00
  2. “Barefootin’” – 5:32
  3. “25 Miles From Nowhere” – 11:30
1980 Recitarcantando Live album recorded in Cremona, Italy on September 21, 1978, with Demetrio Stratos on vocals and Lucio Fabbri on violinOriginally released in vinyl LP format and published in Italy by Cramps, 520.6501; re-released in 2007 in CD Sized Album Replica, Gatefold, Limited Edition format and published in Japan by Strange Days, POCE-1171.

Track listing

Side one

  1. “Flautofonie ed altro” – 4:45
  2. “Passaggi” – 2:05
  3. “Cometa Rossa” – 9:19
  4. “Le sirene” – 5:02

Side two

  1. “Flautofonie ed altro” – 8:10
  2. “Investigazioni (diplofonie triplofonie)” – 7:05
  3. “Mirologhi 1″ – 5:30
  4. “Investigazioni” – 1:35
1995 Concerto all’Elfo Live performance (of Cantare la voce), originally released in CD format and published in Italy by Cramps, 300 037-2; re-released in 2007 in CD Sized Album Replica, Limited Edition format, and published in 2007 in Japan by Strange Days, POCE-1172.
1999 La Voce-Musica

Singoli

Year Single Additional information
1966 “Come Adriano / Enchinza Bubu” Single by I Ribelli.
1966 “Per Una Lira / Ehi… Voi!” Single by I Ribelli. Two issues.
1967 “Chi Mi Aiuterà / Un Giorno Se Ne Va” Single by I Ribelli.
1967 “La Follia / Pugni Chiusi” Single by I Ribelli.
1969 “Goodbye / Josephine” Single by I Ribelli.
1969 “Obladì Obladà / Lei m’ama” Single by I Ribelli.
1969 “Oh Darling / Il vento non sa leggere” Single by I Ribelli.
1972 “Daddy’s dream / Since you’ve been gone” 7″ vinyl published in Italy by Numero Uno, ZN 50142.
1978 O Tzitziras o Mitziras Cramps Records.

Video

Year Title Additional information
2006 Suonare la voce Originally released in VHS and DVD Video formats and published in the European Union by Cramps, 7243 4 91955 3 0 Track listing

  1. “Investigazioni (diplofonie e trifonie)”
  2. “Passaggi 1, 2″
  3. “Criptomelodie infantili”
  4. “Flautonie ed altro”
  5. “Le sirene”
  6. “Sixty two mesostics re Merce Cunningham”
  7. “Cometa rossa”
  8. “Luglio, agosto, settembre (nero)”
  9. “Mean Woman Blues”
  10. “Hound Dog”
  11. “Long tall Sally”
  12. “Metrodora”

Come solista

* Cantata Rossa per Taal al Zaatar – 1976
* Metrodora – 1976
* O’Tzitziras O’Mitziras – 1978
* Cantare la voce – 1978
* Recitarcantando – 1978
* Rock’n roll exhibition – 1979
* Le Milleuna – 1979

Patrizio Fariselli

Patrizio Fariselli (Cesenatico, 8 luglio 1951)
è un pianista e compositore italiano.

Patrizio Fariselli, classe 1951,
frequenta il conservatorio di Pesaro, dove studia pianoforte e clarinetto basso.

Gli anni ’70 e gli Area

Nei primi anni settanta inizia a suonare con musicisti come Demetrio Stratos (ex Ribelli), Victor Edouard Busnello, Giulio Capiozzo, Patrick Djivas e Paolo Tofani, il cui progetto si concretizza nel 1972 con la formazione de gruppo Area. Fariselli sarà uno dei principali compositori delle musiche del gruppo. Nel 1977 incide un disco solista, “Antropofagia”, influenzato da John Cage, per piano preparato. L’avventura degli Area riprende a metà degli anni ’90, dopo lo scioglimento avvenuto all’inizio del decennio precedente, quando Fariselli registra con Capiozzo l’album “Chernobyl 7991″, nel 1997.

Teatro, Cinema e TV

A partire dagli anni ’80 e fino a oggi, dopo lo scioglimento degli Area, Fariselli si occupa di cinema e teatro scrivendo e realizzando musiche per numerosi film tra i quali: “Fox trap” di Fred Williamsons, “Era una notte buia e tempestosa”, “Zitti e mosca”, “Benvenuti in casa Gori”, “Caino e Caino”, “Belle al bar”, “Ritorno a casa Gori”, “Ivo il tardivo”, “I miei piu’ cari amici”, “Un colpo al cuore” e “Ti spiace se bacio mamma?” di Alessandro Benvenuti.

Dal ’90 al ’95 è il musicista (“Il Maestro Fariselli”) nel programma RAI L’Albero Azzurro.

La Curved Light

Curved Light è il nome dell’etichetta che Fariselli fonda all’inizio del nuovo millennio, per la quale pubblicherà tra l’altro il proprio niuovo materiale. Nel 2000 fonda il gruppo Patrizio Fariselli Project con cui incide il disco Lupi sintetici e strumenti a gas. Quindi realizza un disco di interpretazioni al piano di alcuni brani risalenti ai tempi degli Area, Area – variazioni per pianoforte (2005) e, in trio jazz con Paolino dalla Porta e Massimo Manzi, Acqua liquida (2007), una suite in sette movimenti. In parallelo, Fariselli realizza 3 CD+libro per bambini, facenti parte del progetto La musica delle cose e degli animali, illustrati da Cleo Fariselli. Nel 2008 pubblica quindi un nuovo disco di musica elettronica, Notturni.

Discografia

Con gli Area

* 1973 – Arbeit Macht Frei (Cramps, CRSLP 5101)
* 1974 – Caution Radiation Area (Cramps, CRSLP 5102)
* 1974 – CRAC! (Cramps, CRSLP 5103)
* 1975 – Are(A)zione (Cramps, CRSLP 5104)
* 1976 – Maledetti (maudits) (Cramps, CRSLP 5105)
* 1977 – Anto/Logicamente (Cramps)
* 1978 – Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano! (Ascolto, ASC 20063)
* 1979 – Il concerto – Omaggio a Demetrio Stratos
* 1979 – Event ’76 (Cramps, 5205-107)
* 1980 – Tic and Tac (Ascolto, ASC 20224)
* 1980 – Area ’70 (Cramps)
* 1996 – Parigi Lisbona (Cramps)
* 1996 – Concerto Teatro Uomo
* 1997 – Chernobyl 7991 (Sony)

Solisti

* 1977 – Antropofagia (Cramps)
* 2005 – Area – variazioni per pianoforte (Curved Light-Edel)
* 2008 – Notturni (Auditorium)

Patrizio Fariselli Project – Patrizio Fariselli Trio

* 2001 – Lupi Sintetici e Strumenti a Gas (Curved Light)
* 2007 – Acqua liquida suite (Curved Light)

Patrizio Fariselli – Bidonville

Lupi sintetici e strumenti a gas

Il bandito del deserto

Area Video

« Questo gruppo ha…
ha quattro anni di vita, che non son molti chiaramente…
Vuole coagulare diversi tipi di esperienze: fonde jazz, come il pop, la musica mediterranea e la musica contemporanea elettronica. La problematica qual è? Abolire le differenze che ci sono fra musica e vita. Gli stimoli che trae questo gruppo vengono direttamente dalla realtà, trae spunto dalla realta; e dalla strada, chiaramente. »

(Demetrio Stratos a uno speciale RAI del 1976)

Il gruppo degli Area – International POPular Group, o più comunemente Area, da alcuni ritenuto anticipatore della world music, esordì al termine del 1972 con lo scopo di superare le esperienze musicali individualistiche e il fine di creare una “musica totale, di fusione e internazionalità”. Per raggiungere questo scopo si riunirono musicisti appartenenti a diverse scuole musicali, dal free jazz, al pop, sino alla sperimentale ed oltre. Gli Area trassero molto dai consigli di un grande esponente del mondo musicale, John Cage.

Area – Parco Lambro 1976

Il 30 Giugno 1976 gli Area chiudono la VI festa di Re Nudo. Nel filmato Patrizio Fariselli ricorda l’evento, gli Area eseguono Caos parte II/L’internazionale e partecipano alla jam session collettiva finale. Tratto dal film Nudi Verso La Follia di Angelo Rastelli.

Arbeit Macht Frei

Il Bandito Del Deserto

AreA ~ Luglio, agosto, settembre (nero)


Intro in arabo (traduzione in italiano)
Amato mio
Con la pace ho depositato
I fiori dell’amore ai tuoi piedi
Con la pace, con la pace
Ho asciugato mari di sangue per te
Abbandona la rabbia
Abbandona il dolore
Abbandona le armi
Abbandona le armi e vieni
Vieni e viviamo o mio amato
Sotto una coperta di pace
Voglio che canti, cara luce dei miei occhi
E il tuo canto sarà per la pace
Fallo sentire al mondo,
O amato mio e dì (a questo mondo)
Abbandona la rabbia
Abbandona il dolore
Abbandona le armi
Abbandona le armi e vieni
A vivere in pace.

Area – Live in studio + intervista 1977

Area – L’Internazionale

http://it.youtube.com/watch?v=xUchXGvkWwI

AREA – GIOIA E RIVOLUZIONE

Canto per te che mi vieni a sentire
Suono per te che non mi vuoi capire
Rido per te che non sai sognare
Suono per te che non mi vuoi capire

Nei tuoi occhi c’è una luce
Che riscalda la mia mente
Con il suono delle dita
Si combatte una battaglia
Che ci porta sulle strade
Della gente che sa amare
Che ci porta sulle strade
Della gente che sa amare
Il mio mitra è un contrabbasso
Che ti spara sulla faccia
Che ti spara sulla faccia
Ciò che penso della vita
Con il suono delle dita
Si combatte una battaglia
Che ci porta sulle strade
Della gente che sa amare
Nei tuoi occhi c’è una luce
Che riscalda la mia mente
Con il suono delle dita
Si combatte una battaglia
Che ci porta sulle strade
Dalla gente che sa amare
Che ci porta sulle strade
Dalla gente che sa amare

Area-Lobotomia

Area – L’elefante bianco

corri forte ragazzo,corri
la gente dice sei stato tu
ombre bianche,vecchi poteri
il mondo compran senza pudore
vecchie immagini,santi stupidi
tutto lascian così com’è
guarda avanti non ci pensare
la storia viaggia insieme a te

corri forte ragazzo,corri
la gente dice sei stato tu
prendi tutto non ti fermare
il fuoco brucia la tua virtù
alza il pugno senza tremare
guarda in viso la tua realtà
guarda avanti non ci pensare
la storia viaggia insieme a te

impara a leggere le cose intorno a te
finchè non se ne scoprirà la realtà
districar le regole che
non ci funzionan più per spezzar
poi tutto ciò con radicalità.

Area – Megalopoli

Area – Nervi Scoperti

Area – Area 5

Area – Implosion

Area – L’abbattimento dello Zeppelin

240 Chilometri Da Smirne

Consapevolezza

Le Labbra Del Tempo

Area – Scum/Giro, giro, tondo

Ancora gli Area si esibiscono in playback per la RAI, probabilmente nel ’76. I due brani, entrambi incompleti purtroppo, sono tratti dall’album Maledetti.

Area – Evaporazione

Un plasma liquido è la coscienza del mondo, custodita in un computer di una banca. Per un guasto si verifica la dispersione progressiva del liquido: totale perdita della coscienza umana.

Il rock progressivo – progressive rock

Il rock progressivo (progressive rock, talvolta abbreviato semplicemente in prog) è un genere e una corrente della musica rock, nato in Inghilterra alla fine degli anni sessanta e sviluppatosi principalmente nella prima metà degli anni settanta[2].

Il nome, considerato da alcuni inadeguato[1], descrive il fatto che questo genere rappresenta la progressione del rock dalle sue radici blues, di matrice americana, ad un livello maggiore di complessità e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica[3], anche mediante l’utilizzo di elementi provenienti da altre tradizioni musicali.

Il progressive ha come obiettivo dare alla musica una finalità estetica, renderla un’opera d’arte. E’ per questo che si tratta di un genere colto, che richiama continuamente la musica classica, pur essendo suonato con gli strumenti tipici del rock. Con il termine Art-rock si definisce la tendenza, sviluppata dal prog, a trasformare il rock “da musica da ballare in musica da ascoltare” [4].

Nel corso del tempo da questo genere sono stati talvolta ripresi lo stile o l’approccio, consentendo alle sue diramazioni, il neo-prog, il progressive metal ed il progressive folk, di arrivare fino ai giorni nostri.
[espandi]Indice

Definizione ed elementi caratteristici

La corrente progressive è una tendenza geograficamente e temporalmente limitata, che ha riguardato principalmente l’Europa e in particolare paesi come Gran Bretagna, Italia e Francia negli anni 1967-1975. Essa è stata l’iniziale e, sostanzialmente, unico punto di reale convergenza tra gli aspetti progressive stilistici e di approccio[3]. Nonostante questa precisa collocazione temporale e geografica, è difficile definire esattamente i confini del genere, e la stessa accezione del termine ha subito dei mutamenti nel tempo: ad esempio, negli anni settanta la critica musicale etichettava con questo nome anche gruppi e solisti, come i Led Zeppelin, che attualmente non vengono considerati parte del genere, ma al più influenzati dallo spirito generale di sperimentazione del rock progressivo. Tuttavia vi sono alcuni elementi caratteristici che permettono di delineare uno stile progressive: esso presenta infatti numerosi aspetti peculiari che ne rendono possibile l’identificazione. Tale stile è nato grazie all’attitudine progressive di molti gruppi post-pscichedelici, che si basa sull’innovazione e sulla sperimentazione di nuove frontiere. Essa discende direttamente dal rock psichedelico, al quale si fa risalire l’origine del progressive.

Lo stile progressive

Di seguito si riportano i connotati principali del genere, correlati da titoli di brani e album esemplificativi. Si è appositamente voluto ricorrere a formazioni inequivocabilmente progressive, evitando di includere artisti solo marginalmente legati al genere o cronologicamente successivi al periodo indicato.

Elementi provenienti da altre tradizioni musicali [modifica]
I Genesis in un esibizione del 1982
I Genesis in un esibizione del 1982
Gli Yes dal vivo
Gli Yes dal vivo
Robert Fripp, fondatore e chitarrista dei King Crimson
Robert Fripp, fondatore e chitarrista dei King Crimson

L’influenza di altri generi riguarda specialmente musica classica[2], il jazz ed il folk; ma anche musica sperimentale, musica indiana e musica elettronica. Esempi per quanto riguarda la contaminazione con la musica classica sono A whiter shade of pale dei Procol Harum[5], ispirata dall’Aria sulla quarta corda dalla Suite n° 3 BWV 1068 di J.S. Bach, la Toccata di Alberto Ginastera eseguita degli Emerson, Lake & Palmer[6], che peraltro nel 1971 registreranno l’album Pictures at an Exhibition, lavoro totalmente ispirato all’opera omonima di Musorgskij; The thoughts of Emerlist Davjack, eseguita nel 1967 dai Nice di Keith Emerson. Segue nel 1968 l’omonimo degli Arzachel e The aerosol grey machine dei Van der Graaf Generator[7], Horizons dei Genesis[5], ispirata chiaramente dalla Suite per violoncello BWV 1007 di J.S. Bach, o ancora la bourrée di J.S. Bach riproposta dai Jethro Tull nell’album Stand Up[5]. Sono in realtà molti i gruppi che hanno mediato dalla musica classica parte del loro approccio compositivo e stilistico: tra i primi furono i Beatles a sperimentare nuovi influssi musicali traendo linfa da soul, rock’n'roll, musica classica, musica etnica, jazz e rock psichedelico, spesso creando uno stile unico che li caratterizzava dalle geniali melodie ai complessi arrangiamenti del periodo Sgt. Pepper; i Renaissance rappresentano l’esempio emblematico di un tentativo di manipolazione di materiale preso dalla tradizione della musica classica occidentale[8]. Per la commistione col jazz è emblematico il jazz-rock dei Soft Machine (Facelift, Fletcher’s blemish)[9], Hatfield and the North (Calyx)[10] e i Nucleus[11], ma anche in questo caso andrebbero segnalate molte altre formazioni, tra cui King Crimson (21st century schizoid man) [5]e Caravan (Nine feet underground)[12].
Questa influenza classica si manifesta nelle seguenti caratteristiche:

* Forte attenzione agli arrangiamenti, con la creazione di complessi intrecci strumentali (Knots dei Gentle Giant, The Gates of Delirium degli Yes), abbondanza di assoli e parti prive di cantato, passaggi che richiedono un’elevata tecnica strumentale (come ad esempio in Tubular Bells di Mike Oldfield, in cui l’autore si produce in grandi virtuosismi, suonando separatamente una ventina di strumenti e sovrapponendo quindi le diverse tracce).

* Uso di strumenti classici (pianoforte, archi, fiati)[2], etnici (sitar), elettrici o elettronici (hammond, mellotron[13], sintetizzatore) in aggiunta e talvolta in sostituzione alla classica combinazione rock chitarra elettrica, basso elettrico e batteria.

* Predilezione per i brani lunghi, di durata superiore ai canonici tre/quattro minuti di gran parte della musica popolare. Tra questi vanno evidenziate le suite, ovvero canzoni composte da una successione di temi musicali più o meno distinti, dal sapore solitamente epico[14]. Nel progressive degli anni ’70, l’espansione dei brani era limitata dalla durata della facciata di un 33 giri (circa 23 minuti), o del disco nel suo complesso, considerando le due facciate come brano unico. Quasi tutti i principali gruppi progressive hanno composto una o più suite come, ad esempio, Close to the edge degli Yes, Supper’s Ready dei Genesis[5], A plague of lighthouse keepers dei Van der Graaf Generator, Atom heart mother ed Echoes dei Pink Floyd, Lizard dei King Crimson, Lady fantasy dei Camel[5], Thick as a brick dei Jethro Tull, Song of Scheherazade dei Renaissance, Tarkus degli Emerson, Lake & Palmer, Nine feet underground dei Caravan.

* Melodie e armonie lontane dalla consueta progressione blues, spesso classicheggianti e ambiziose, alle volte anche di estremo lirismo e senso epico. A titolo esemplificativo, si possono ricordare per la ricercatezza delle loro melodie Firth of Fifth, The Musical Box e In the Cage dei Genesis, Dog’s Life dei Gentle Giant[5], And You and I degli Yes, Moon in June di Robert Wyatt con i Soft Machine, Lemmings dei Van der Graaf Generator, The Night Watch dei King Crimson. Questi ultimi, insieme agli Henry Cow[15], furono maestri nel creare progressioni armoniche atipiche, come ad esempio in Lark’s Tongues in Aspic e Ruins, rispettivamente.

Tempi inconsueti

L’utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo, intensità e velocità nel corso di uno stesso brano, caratterizzano la maggior parte dei complessi prog. Tarkus degli Emerson, Lake & Palmer esordisce in 5/4, Supper’s Ready dei Genesis contiene una parte chiamata Apocalypse in 9/8, mentre Riding the scree su The Lamb…raggiunge il massimo della complessità dinamica, The Sleepwalkers dei Van der Graaf Generator è in 17/8, Starless dei King Crimson ha un lungo bridge strumentale in 13/8. Curiosa è anche la gestione degli accenti ritmici in Drip drip dei Comus. Tra i gruppi più notevoli nel gestire i cambi vanno segnalati i Caravan (Can’t Be Long Now…), i Camel (Lady Fantasy) e gli Hatfield and the North (The Yes No Interlude).
Keith Emerson e il suo Korg PS-3300
Keith Emerson e il suo Korg PS-3300

Tastiere e sintetizzatori

E’ dovuto al progressive l’allargamento delle formazioni, che vanno oltre la triangolazione chitarra-basso-batteria. In particolare l’utilizzo massiccio di tastiere (in particolare l’organo hammond), diventa il tratto distintivo di moltissimi gruppi. Anche la diffusione di strumenti elettronoci innovativi, sconosciuti alla maggior parte dei gruppi degli anni ’60, come il sintetizzatore e il mellotron[13], è una peculiarità del genere. Si veda, per esempio, la mole di tastiere e sinth di vario genere che circonda Keith Emerson o Rick Wakeman nei concerti, due tra i maggiori virtuosisti dell’intero panorama rock, per comprendere che la continua ricerca sonora di questi artisti si sviluppa anche verso le nuove frontiere dell’elettronica.

Testi complessi

La presenza di testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili è un’altra innovazione del genere. La prosa è molto curata, ricca di figure retoriche e riferimenti alla fantascienza (Watcher of the Skies dei Genesis, A Plague of Lighthouse Keepers dei Van der Graaf Generator), al fantasy (Winter Wine dei Caravan), alla mitologia e alla religione (The Fountain of Salmacis dei Genesis, Close to the Edge degli Yes), alle fiabe di Peter Sinfield, il poeta dei King Crimson.

Assenza della politica

I musicisti prog, in generale, non parlano del contesto sociale e politico in cui vivono: essi hanno come obiettivo la ricerca della bellezza, e pertanto escludono dalla loro musica qualsiasi legame con la quotidianità, esplorando perlopiù mondi fantastici. Il progressive non nasce, a differenza del blues o del punk, da un disagio sociale; ma si sviluppa nella borghesia, tra gente benestante che ha avuto la possibilità di studiare musica[1].
Il prisma floydiano
Il prisma floydiano

Concept album

Nel prog l’album come è un’unità tematica e stilistica fondamentale. Con il prog si diffonde il concept album: vi è un’idea di fondo che viene esplorata lungo tutto il disco, anche in stretta connessione con l’aspetto visuale[16]. Tra i più celebri, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis, Tales from Topographic Oceans degli Yes, Darwin! del Banco del Mutuo Soccorso, Introspezione degli Opus Avantra, Music Inspired by The Snow Goose dei Camel, The Six Wives of Henry VIII di Rick Wakeman, Three Friends dei Gentle Giant.

L’artwork

La ricerca estetica che riguarda l’aspetto musicale si riflette sulla confezione del prodotto musicale: in molti casi l’aspetto grafico assume una rilevanza particolare[17]: sia per le illustrazioni (famose quelle di Roger Dean per gli Yes, sia per particolari packaging del disco in vinile di prima edizione (si veda il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso a forma di salvadenaio o L’isola di niente della Premiata Forneria Marconi con la copertina di cartone traforata). Celebre è anche la copertina di Atom Heart Mother (Pink Floyd), rappresentante una mucca che pascola (ed all’interno del vinile una “ricetta psichedelica”, rimando all’ultimo brano del disco); o il prisma di Dark side of the moon.
I Pink Floyd dal vivo
I Pink Floyd dal vivo

L’attitudine progressive

L’attitudine progressive costituisce l’ultimo aspetto fondamentale per inquadrare il progressive. Il movimento progressive, infatti, nasce proponendo musica profondamente innovativa, inaudita, cercando di sondare e superare i limiti di quello che al tempo era il rock[18].

È dunque evidente che qualunque cosa si voglia chiamare a pieno titolo progressive dovrebbe condividere questo spirito di ricerca, che tuttavia non può più manifestarsi tramite le stesse scelte stilistiche di un tempo, per il semplice fatto che quel che era nuovo allora, oggi non lo è più. Ecco dunque che molti altri artisti, che solitamente non vengono considerati progressive, sono accomunati al movimento proprio da questo atteggiamento.

Una nota a parte merita il filone più intellettuale e rivoluzionario del progressive, quello avant-prog, sviluppatosi a partire dal movimento Rock In Opposition. Proseguendo lungo il solco dell’innovazione, esso ha prodotto lavori di attitudine indubbiamente progressive, incorporando tuttavia elementi anche estremamente lontani da quelli caratteristici del movimento iniziale[19].

Storia

Il rock progressivo nasce come evoluzione delle istanze di ricerca che il rock manifestava sin dalla prima metà degli anni ’60. Numerosi tratti distintivi del genere si possono ritrovare, più o meno in embrione, nell’opera di numerosi artisti, soprattutto i Beatles e Frank Zappa, ma anche i Who.

Il seme del movimento è nella tarda psichedelia: sono i Beatles a virare la boa. Essi avevano già tracciato colori e suoni psichedelici nel 1966 con Revolver, ma è nel giugno del 1967 che esce il sencondo concept album (il primo fu Freak Out! di Frank Zappa) della storia della musica rock (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band). Con questo disco, si diede il via a quel movimento sperimentale di arte in musica “leggera”; molti gruppi spinsero la loro sperimentazione partendo da queste basi e non è un caso che numerosi nomi del progressive abbiano esordito proprio nell’ambito della psichedelia, a cominciare dai Pink Floyd, con The Piper At The Gates Of Dawn, uscito lo stesso anno.

Non esiste una vera data di nascita del rock progressivo, anche se qualcuno pone come primo esempio il disco Days of Future Passed (1967) dei Moody Blues, per il suo esteso utilizzo dell’orchestra. Altri citano l’uscita di In the Court of the Crimson King dei King Crimson nel gennaio del 1969, e in particolare la traccia d’apertura 21st Century Schizoid Man, brano divenuto vero simbolo del progressive.

In entrambi i casi si tratta di gruppi inglesi: è infatti in Europa, e in particolare in Inghilterra, che si diffonde il nuovo genere, mentre oltreoceano, a parte personalità di spicco come Frank Zappa o i Grateful Dead, almeno per quanto riguarda Anthem of the Sun, il rock rimane più legato alle radici blues. Anzi, il rock progressivo è la prima forma di musica leggera che vede la nascita di contributi di rilievo da nazioni non anglosassoni: le scene italiana, francese, ma soprattutto tedesca producono album di grande rilievo e di buon successo anche al di fuori dei propri mercati nazionali. E proprio la scena italiana a costituire un piccolo fenomeno quasi a sè stante: con una manciata di dischi fenomenali che rimangono nel cuore degli appassionati tuttora.

La popolarità del rock progressivo arrivò all’apice nel biennio 1972-1973, quando gli artisti di questo genere raccoglievano la maggior parte dei consensi tra i lettori delle riviste musicali. Band come Genesis, Emerson Lake and Palmer, Yes riempivano le arene a dispetto della complessità della loro musica a paragone degli standard commerciali.

Con l’avvento del punk rock nei tardi anni ’70, i gusti del pubblico e della critica si spostarono bruscamente verso uno stile più semplice ed aggressivo, attribuendo al rock progressivo aggettivi come “pomposo” e “pretenzioso”. La new wave che seguì recuperò alcuni aspetti del progressive meno noti al grande pubblico, ma alla lunga distanza più duraturi: i Public Image Ltd. e altri ripresero molto dal krautrock tedesco, e il diffondersi dell’elettronica fece tesoro dell’opera pionieristica di personaggi come Brian Eno, Klaus Schulze e soprattutto i Kraftwerk. Alcuni brani di questi ultimi fornirono persino le basi per i primi successi di Afrika Bambaataa. In altri gruppi come i Duran Duran, gli Ultravox e gli Spandau Ballet invece, erano chiaramente avvertibili elementi melodici e uso di tastiere elettroniche proprie di alcuni momenti del progressive di alcuni anni prima.

I primi anni ’80 videro un revival del genere, guidato da gruppi come i Marillion. I gruppi sorti in quel periodo vengono a volte etichettati come neo-progressive. Al tempo stesso, alcuni gruppi storici hanno modificato la loro musica, semplificandola e introducendo elementi più elettronici. Nel 1983, i Genesis conquistarono il successo internazionale con la canzone Mama e la sua forte enfasi sul ritmo della batteria elettronica. Nel 1984, gli Yes ottennero a sorpresa un hit con la canzone Owner of a Lonely Heart, che conteneva moderni (per l’epoca) effetti elettronici, ma era sufficientemente accessibile da poter essere suonata nelle discoteche.

Il genere ricevette un’altra piccola iniezione di popolarità negli anni ’90, con un’ondata di nuove band, molte delle quali proponevano una musica più spigolosa, conosciuta come progressive metal, fatta di brani molto lunghi o di concept di grande ricchezza e complessità. Il limite maggiore delle opere di questi gruppi (dei quali possiamo citare come rappresentativi i Dream Theater) è proprio nella mancanza di misura posta nell’accrescere la durata e la complessità delle composizioni, spesso nella mancanza di misura e di pianificazione degli assolo, nello spostamento verso il “fortissimo” delle dinamiche, mentre il rock progressivo classico dei primi anni anni ’70 aveva come elemento costitutivo la contrapposizione tra elemento “maschile”, rappresentato dalle sonorità elettriche e dai ritmi rapidi, e dell’elemento “femminile”, rappresentato dalle sonorità acustiche e ritmi rilassati o sognanti.

Il lavoro di artisti contemporanei come Radiohead, Sigur Rós e Godspeed You! Black Emperor incorpora alcuni degli elementi più sperimentali del rock progressivo, soprattutto di matrice psichedelica e floydiana, talvolta combinati con la sensibilità estetica del punk rock, per produrre una musica che molti trovano intrigante, innovativa e immaginifica. Altri interpreti rimangono più legati alla tradizione prog, e tra questi, la menzione inevitabile riguarda il gruppo olandese degli Ayreon, il cui leader Arjen Lucassen si adopera con grande successo alla realizzazione di opere rock con illustri partecipazioni esterne.

Il rock progressivo di quello che possiamo chiamare periodo classico gode di questa recente riscoperta e di una nuova attenzione, dovuta anche al ricambio generazionale e alle riedizioni in compact disc di numerosi album fondamentali del genere, un tempo introvabili, adesso molto più diffusi. Per contro, il rock progressivo più recente continua ad essere creato ed ammirato da un solido nucleo di entusiasti, ma sembra non ricevere molta attenzione dalla stampa più commerciale e non riceve praticamente nessuno spazio sulle radio, che si dedica, al più, a rispolverare i vecchi miti del genere.

Sottogeneri – correnti

Come già osservato nella definizione, nel parlare di progressive andrebbe attentamente specificata l’accezione con cui ci si riferisce al termine. La critica riconosce diverse diramazioni già all’interno del progressive degli anni ’70, ben lontano dall’essere un movimento unitario e omogeneo e caratterizzato da un complesso intreccio di scene locali e correnti interne, scambi di elementi fra gruppi, collaborazioni. A queste si aggiungono i generi, più o meno indipendenti dal progressive di quel periodo, che ne riprendono numerosi aspetti stilistici o attitudinali (a seconda di come li si voglia considerare, si possono far rientrare in questa categoria neo-prog, avant-prog, progressive metal, post-rock). Infine, alcuni movimenti in realtà ben distinti dal progressive (glam-rock, space rock, krautrock, kosmische musik) sono storicamente associati ad esso dalla critica, e verranno dunque brevemente esaminati.

Progressive italiano

L’Italia vanta nel corso degli anni settanta una diffusione del progressive seconda solo a quella inglese. Solo recentemente il filone del progressive italiano, anche noto come spaghetti prog, è stato rivalutato, addirittura con il riconoscimento della sua influenza da parte di artisti di livello internazionale più accreditati(lo stesso Peter Gabriel ha dichiarato d’aver tratto ispirazione ai tempi in cui militava nei Genesis). In Italia sono nate alcune fra le formazioni più celebri del progressive a livello mondiale, come gli Area la Premiata Forneria Marconi (PFM) (che può vantare d’aver riempito stadi negli Stati Uniti, negli anni ’70), il Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme.

Il progressive italiano è prevalentemente di stampo sinfonico-romantico, fortemente influenzato da King Crimson, Genesis e Emerson, Lake & Palmer; è spesso caratterizzato da ricchi intrecci di tastiere e contaminazioni con la musica classica uniti a un cantato che si rifà in pari misura alla tradizione italiana e al beat. Fra i gruppi più celebri si possono citare, oltre a PFM e Banco, Le Orme, New Trolls, i Goblin, gli Area ed il famoso batterista Roberto Gatto. Diversi cantautori furono influenzati dalle sonorità progressive; per esempio Alan Sorrenti, Angelo Branduardi e Franco Battiato. Lucio Battisti si cimentò con questo genere musicale con l’album Anima latina del 1974, considerato un disco senza il quale non si può dire di conoscere il rock progressive[20].

Anche in Italia il progressive concluse il suo periodo di massima popolarità verso la fine degli anni settanta, per riemergere poi (come fenomeno più circoscritto ed elitario) nella forma del new progressive, con gruppi di eccellente levatura come Aton’s, Diane and the shell, Nuova Era, Ezra Winston, Eris pluvia, Finisterre e il progetto parallelo [Hostsonaten], Mary Newsletter, Il Castello di Atlante, Notturno Concertante e altri.

La scena di Canterbury

Uno dei filoni più prolifici del progressive inglese, collegato ai gruppi fioriti attorno alla cittadina di Canterbury. Caratterizzata dalla contaminazione col jazz e da atmosfere più lisergiche e sobrie, la scena si sviluppa a partire dalla formazione embrionale dei Wilde Flowers, da cui provengono quasi tutti i suoi principali esponenti.

Avant-prog

In questa categoria rientrano gruppi dallo stile anche molto eterogeneo, per la maggior parte dell’Europa Continentale, la cui musica è solitamente più ostica, spigolosa e indirizzata alla sperimentazione di quella del resto del progressive.

Zeuhl

In Francia si diffonde invece il cosiddetto Zeuhl, lo stile ideato dai Magma, che incorpora elementi propri del free jazz e della musica di Bartók, Stravinskij e Carl Orff in un impianto progressive rock e fusion, creando lunghe composizioni dall’atmosfera epica e misteriosa.

« Voci più vecchie
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.